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La collezione ammonta a circa 530.000 esemplari, tra manifesti, locandine e materiali promozionali vari realizzati per il lancio del film. Dalle prime forme di spettacolo precinematografico fino ai manifesti delle produzioni cinematografiche dei giorni nostri, la collezione documenta la storia della settima arte e insieme della cartellonistica cinematografica. La collezione è formata innanzitutto dal fondo Prolo, costituito dai materiali che la fondatrice del Museo raccolse fin dalle origini dell’istituzione, spesso attraverso rapporti diretti con personaggi del mondo del cinema e i loro eredi o intrattenendo contatti con il mondo del collezionismo cinematografico ai suoi albori.
Negli anni '80 Lorenzo Ventavoli, noto distributore ed esercente torinese, incrementa la sezione del cinema degli anni '60-'80 attraverso una cospicua donazione di circa 60.000 pezzi. Nel 2006 il Museo acquisisce il fondo Mayer, consistente in più di 140.000 affissi e materiali promozionali di produzioni degli ultimi decenni. Da ultimo, nel 2012 il Museo entra in possesso della collezione di 30.000 manifesti e materiali pubblicitari di produzioni anni '50-'70 di Baldo Vallero. Accanto a questi quattro grandi fondi, numerose sono le acquisizioni che caratterizzano da sempre il Settore Manifesti e che anche oggi mirano ad arricchirlo con preziosi esemplari.

Pre-cinema
Tra i manifesti più preziosi che il Museo conserva ci sono quelli dedicati alla fotografia e agli spettacoli antesignani del cinema: circa 40 esemplari litografici tra cui spiccano Blanc et Noir e Pantomimes Lumineuses, celeberrimi esempi di affissi ideati dal maestro Jules Chéret, uno dei padri della litografia francese. E naturalmente non potevano mancare i manifesti creati per pubblicizzare la nascita del cinema: le due versioni del Cinématographe Lumière, vere e proprie rarità realizzate da artisti quali Brispot e Auzolle, i primi “disegnatori di cinema” per antonomasia.

Cinema muto
Di notevole interesse è la raccolta dedicata al cinema muto che vanta più di 200 pezzi tra produzioni estere e italiane. Particolare attenzione merita la sezione dedicata al muto torinese (con capolavori come Cabiria o Il fuoco) e romano (tra cui Quo Vadis e Thaïs, disegnato quest’ultimo dal pittore futurista Prampolini). Pregiati fra gli affissi esteri quelli dei film di Charlot, Rodolfo Valentino (tra cui la rarissima prima edizione americana de I quattro cavalieri dell’Apocalisse), oltre alla ricca raccolta delle produzioni mute francesi della Pathé e della Gaumont.

Cinema sonoro
La parte più consistente dell’intera collezione è naturalmente quella dedicata al cinema sonoro. Attraverso il tratto pittorico di grandi disegnatori sono ampiamente documentate le principali pellicole di Hollywood: Viale del tramonto e Quarto potere di Brini, La signora di Shanghai e Ombre rosse di Ballester, Casablanca e Il grande sonno di Martinati, Luci della ribalta e Cantando sotto la pioggia di Nano, Gilda di Capitani, sono solo alcuni esempi di capolavori del cinema e nello stesso tempo della grafica.
Accanto al cinema hollywoodiano anche quello francese, inglese, spagnolo, svedese, giapponese, e naturalmente quello italiano. I grandi registi del cinema nazionale sono infatti rappresentati in maniera cospicua. Qualche nome e solo qualche titolo a esempio: il Rossellini di Roma città aperta, Paisà, Germania anno zero, il De Sica di Umberto D e La ciociara, il De Santis di Riso amaro e Non c’è pace tra gli ulivi, il Fellini de I vitelloni, La strada, La dolce vita, l’Antonioni di Cronaca di un amore, L’avventura, Blow up, il Bertolucci di Novecento, Ultimo tango a Parigi, Il conformista, il Visconti di Ossessione, Senso, Il gattopardo, il Pasolini di Accattone e Mamma Roma. Un lungo elenco di titoli che potrebbe proseguire e a cui  andrebbero aggiunti anche i manifesti dei film di Blasetti, Camerini, Monicelli, Olmi, Taviani, Risi, Pontecorvo, Rosi, Steno, Lizzani, Comencini, Soldati, Germi, Scola, Moretti, Ozpetek, Muccino, a testimonianza della ricchezza di una collezione davvero unica.
Infine una segnalazione particolare merita un gruppo di manifesti stranieri in edizione originale. Il Museo possiede infatti affissi francesi per i film La Grande Illusion e La Bête Humaine di Renoir e per Jour de Fête di Tati, e affissi americani per The Lady from Shanghai di Welles, per Rancho Notorius e While the City Sleeps di Lang e per Spellbound di Hitchcock. Da segnalare che questi ultimi due raggiungono i cinque, sei metri di larghezza per oltre due metri di altezza e si connotano fra gli esemplari più grandi dell’intera collezione.

Brochure
Di rilievo anche la sezione inerente le brochure che annovera al suo interno materiali pubblicitari che celebrano i fasti del muto italiano (come Tigre reale, Nerone e Agrippina, Satana, Gli ultimi giorni di Pompei, naturalmente Cabiria) e di quello estero (primi fra tutti il capolavoro di Lang, Metropolis e quello di Griffith, The Birth of a Nation).
Nel settore del sonoro invece vale la pena citare, fra le altre, le brochure originali americane di Gone with the Wind di Fleming, A Place in the Sun di Stevens, My Darling Clementine di Ford, o quelle francesi di Orphée di Cocteau o di Sous les toits de Paris di Clair.
Naturalmente anche in questa sezione c’è ampio spazio per l’Italia. A titolo esemplificativo ne citiamo solo due: quella di Cronaca di un amore disegnata da Vespignani e, soprattutto, quella famosissima di Riso amaro creata da Guttuso, a conferma che anche i grandi pittori hanno subito il fascino del mondo del cinema.
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Contatti
Nicoletta Pacini
Tel. +39 011 8138 523
Fax +39 011 8138 575
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