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Rassegna Il valzer dei desideri - Omaggio a Max Ophüls
Da domenica 5 a martedė 28 febbraio 2017 - Cinema Massimo, Sala Tre - Torino

Il Museo Nazionale del Cinema presenta al Cinema Massimo, da domenica 5 a martedì 28 gennaio, la rassegna dal titolo Il valzer dei desideri. Omaggio a Max Ophüls. Noto come autore di raffinati melodrammi, commedie e noir, Max Ophüls, tedesco naturalizzato francese, è, invece, regista tra i più cosmopoliti, sofisticati e brillanti ma anche amari e malinconici della storia del cinema. I suoi film sono, infatti, racconti che uniscono una narrazione tradizionale a una riflessione sempre acuta sulla messa in scena e sulla finzione, che si possono estendere anche alla vita. I suoi personaggi sono quasi sempre donne forti e fragili al tempo stesso, sole, malinconiche, tradite, sgargianti eppure sempre combattive, come i film di Ophüls.

 

Tedesco, di origine israelitica e di formazione mitteleuropea, Max Ophüls nasce Max Oppenheimer Ophuels il 6 maggio 1902 a Saarbrücken in Germania, in una famiglia di industriali. Debutta a teatro come attore e regista nei dorati e ruggenti anni Venti, ma all'inizio degli anni Trenta, scopre il cinema e inizia a collaborare come aiuto regista con Anatole Litvak. Nel 1932 dirige il suo primo film, Amanti folli, che lo impone immediatamente all'attenzione del pubblico e della critica internazionale e che contiene già tutti gli elementi fondamentali della sua poetica. Nel 1933, Ophüls è costretto ad abbandonare la Germania nazista e a rifugiarsi in Francia fino all'occupazione tedesca del 1941, che lo costringe ad emigrare di nuovo, questa volta verso gli Stati Uniti. In questi anni di esilio e di vagabondaggio, nascono alcuni dei suoi capolavori. La signora di tutti, La nostra compagna, Yoshiwara, il quartiere delle geishe sono tutti film profondamente romantici e decadenti, pervasi dalla malinconia e da uno sguardo sempre attento, anche se vagamente distaccato. Ma è soprattutto dopo la fine della seconda guerra mondiale che Ophüls realizza i suoi film migliori, quelli che meglio rappresentano la sua disincantata visione del mondo. Nel 1948, realizza negli Stati Uniti Lettera da una sconosciuta, indimenticabile capolavoro che riproduce il clima sospeso e quasi irreale della Vienna del tempo, attraverso una struggente e impossibile storia d'amore. Dopo il suo ritorno in Francia, all'inizio degli anni Cinquanta, Ophüls continua a raccontare il dramma dell'esistenza con La Ronde, Il piacere, I gioielli di Madame de' e il contrasto tra lo stile frivolo e leggero del regista e la sua tragica visione del mondo si fa sempre più netto. In questi anni, Ophüls diventa una guida per i giovani critici francesi, che iniziano ad opporsi al cinema cosiddetto 'di qualità', privilegiando un cinema 'd'autore' ancora nella sua fase di gestazione. Nel 1955, Max Ophüls dirige il suo ultimo film, Lola Montès, in parte rimaneggiato dalla casa di produzione. La biografia della ballerina e avventuriera ottocentesca gli permette ancora una volta di portare sullo schermo un turbinio di vicende e situazioni, legate tra loro da un'autentica tragicità e da una sottile sensazione di morte. Nel 1957, Max Ophüls muore nella sua Germania, ad Amburgo, ma il suo corpo riposa in Francia, dove è stato amato e acclamato, nel famoso cimitero di Père-Lachaise, a Parigi.

 

La rassegna al Cinema Massimo sarà inaugurata domenica 5 febbraio alle ore 16.30 dalla proiezione di Amanti folli. Ingresso 6.00/4.00/3.00 euro.

 

Calendario delle proiezioni

 

Dom 5, h. 16.30/Mar 7, h. 15.15/Mer 15, h. 18.00

 

Amanti folli (Liebelei)

(Francia 1933, 82’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Nella Vienna del valzer, un tenente, fidanzato con una giovinetta che ama, viene ucciso in duello da un barone perché un tempo fu l’amante della baronessa sua moglie. “C’era in questo film delizioso un forte sentimento anti-militarista e un appassionante contrasto tra la tenerezza dell’amore e il rigore del codice d’onore militare”, scrisse Kracauer. Da un racconto di Schnitzler.

 

Dom 5, h. 18.15/Mer 8, h. 18.00/Sab 18, h. 22.15

 

Da Mayerling a Sarajevo (De Mayerling à Sarajevo)

(Francia 1940, 95’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Le idee democratiche del giovane arciduca Paolo fanno si che l'imperatore lo allontani sovente da corte affidandogli incarichi in giro per l'impero. In uno dei suoi viaggi si innamora di una giovane nobile boema, ovviamente non accettata a corte. I due vivrebbero felici, tuttavia, se non fossero uccisi nell'attentato di Sarajevo.

 

Dom 5, h. 20.30/Ven 10, h. 18.15/Sab 11, h. 16.00

 

La signora di tutti

(Italia 1934, 97’, 35mm, b/n)

Storia di una donna fatale. Per lei muoiono in tanti: uno si suicida, una moglie paralitica precipita dalle scale, un altro s'ammazza. Ma quando lei s'accorge che l'unico uomo che ama davvero le preferisce la sorella, si suicida. Vinse a Venezia la Coppa del Ministero delle Corporazioni in quanto ritenuto il migliore fra gli italiani scesi in gara.

 

Lun 6, h. 18.30/Ven 10, h. 16.30/Dom 19, h. 20.15

 

Nella morsa (Caught)

(Usa 1949, 88’, Hd, b/n,  v.o. sott.it.)

Una ragazza di modesta condizione sposa un miliardario. Sembra la favola di Cenerentola, ma il cosiddetto principe azzurro si rivela uno psicolabile. Max Ophüls, in esilio a Hollywood, pare prendersi una piccola vendetta con Howard Hughes, cui allude neanche troppo velatamente.

 

Sab 11, h. 20.30/Mar 14, h. 16.30/Ven 24, h. 16.15

 

Lettera da una sconosciuta (Letter from an Unknown Woman)

(Usa 1948, 86’, DCP, b/n, v.o. sott.it.)

Lisa si innamora perdutamente di un celebre pianista, con cui vive una brevissima relazione, senza accorgersi di essere tanto amato. Trent’anni più tardi l’uomo riceve una lettera nella quale Lisa confessa di essere stata sconvolta da quel lontano amore e gli rivela di aver avuto un figlio da lui.

 

Sab 11, h. 22.15/Mar 14, h. 18.15/Sab 25, h. 18.15

 

La Ronde

(Francia 1950, 97’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

La storia è tratta dalla famosa commedia di Arthur Schnitzler ed è un girotondo d'amori che cominciano e si concludono da una piccola prostituta, passando per un soldato, una cameriera, un signorino di buona famiglia, una signora, il marito di lei, una sarta, un poeta, un’attrice, un ufficiale.

 

Dom 12, h. 18.15/Ven 17, h. 16.30/Mar 28, h. 18.30

 

Sgomento (The Reckless Moment)

(Usa 1949, 82’, 35mm, b/n, v.o. sott.it.)

Beatrice uccide involontariamente il suo amante e la madre Lucy l’aiuta a nasconderne il corpo. Un testimone però comincia a ricattarla e manda un malavitoso a recuperare il denaro. Ma l’uomo si innamora di Lucy e riesce a liberarla da quest’incubo. Ultimo dei quattro film hollywoodiani di Ophüls (che torna in Francia per concludere la sua carriera).

 

Dom 12, h. 20.00/Ven 17, h. 18.15/Dom 26, h. 16.30

 

I gioielli di Madame de... (Madame de...)

(Francia/Italia 1953, 105’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)

Louise, moglie del conte André, vende degli orecchini all'insaputa del marito per pagare dei debiti. Gli orecchini, così, passano di mano in mano fino a quelle  del conte Franco Donati (De Sica) che li offre a Louise come pegno d'amore. Finisce tutto con un duello tra il marito e lo spasimante.

 

Sab 18, h. 16.00/Dom 19, h. 18.00/Lun 20, h. 18.00

 

Lola Montès

(Francia/Germania 1955, 116’, 35mm, col., v.o. sott.it.)

Sotto il tendone di un circo, Lola Montès, contessa Maria Dolores de Lansfeld, rivive il suo passato rispondendo alle domande del pubblico. Dalla sua fuga da casa, alla sua collezione di amanti, fino al circo dove si esibisce per vivere. Un film raffinato e intriso di arditezze formali, al punto che i produttori intervennero pesantemente.

 

Sab 18, h. 18.15/Dom 19, h. 16.00/Mar 28, h. 16.30

 

Il piacere (Le plaisir)

(Francia 1952, 97’, Hd, b/n, v.o. sott.it.)

Da tre racconti di Guy de Maupassant. In La maschera, un medico assiste un ballerino svenuto durante la rappresentazione. In Casa Tellier, la tenutaria di una casa di tolleranza porta le sue ragazze in campagna. In La modella, infine, vengono narrati i patetici amori di un pittore e della sua collaboratrice.

 



Tag: Cinema Massimo | Mostre | Museo Nazionale del Cinema |
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